Dati climatici

Estate 2026 tra le più calde in Emilia-Romagna

Arpae rileva quattro ondate prolungate, 47 notti oltre i 20 gradi e precipitazioni concentrate in pochi episodi intensi.

Estate 2026 tra le più calde in Emilia-Romagna

L’estate 2026 in Emilia-Romagna è stata tra le più calde dall’inizio delle rilevazioni, con valori medi paragonabili a quelli del 2003. È quanto emerge dal bilancio climatico elaborato da Arpae per la stagione appena conclusa, caratterizzata da quattro ondate di calore prolungate e da precipitazioni complessivamente vicine ai valori attesi.

Temperature ai livelli record

Tra giugno e agosto, la temperatura media regionale ha raggiunto livelli record, sostanzialmente in linea con quelli registrati 23 anni fa. Le temperature massime sono risultate le più elevate dell’intera serie storica, superando anche i valori osservati nel 2003. Le temperature minime, invece, sono rimaste inferiori rispetto a quelle dell’estate presa come riferimento.

Tra gli indicatori più significativi figurano le 47 notti tropicali, cioè con temperature minime superiori ai 20 gradi. Si tratta del secondo valore più alto della serie storica, dopo quello del 2003. Sono stati inoltre rilevati 32 giorni torridi, con temperature massime oltre i 35 gradi: un nuovo record dal 1961.

Piogge nella norma, ma concentrate

Il quadro delle precipitazioni stagionali è risultato nel complesso vicino ai valori climatici attesi. Le piogge, tuttavia, si sono concentrate soprattutto in pochi episodi temporaleschi intensi. In alcuni casi sono stati superati i 30 millimetri in un’ora, una soglia associata al rischio di allagamenti urbani e di piene dei corsi d’acqua minori.

Arpae segnala condizioni eccezionali anche per il mare. Le temperature superficiali dell’Adriatico hanno raggiunto valori record nel mese di agosto. Nello stesso periodo, la regione è stata interessata anche dal trasporto di polveri sahariane, osservato negli ultimi giorni del mese.

Il dato termico più elevato dell’intera serie dal 1961 è stato registrato il 28 agosto. In quella giornata, alle temperature particolarmente alte si sono aggiunte condizioni di forte disagio bioclimatico in gran parte della pianura centro-orientale.