COSTI IN SALITA

Taxi e Ncc esclusi dal bonus carburante: la protesta da Ravenna

La Cna sollecita misure mirate per compensare rincari e vincoli contrattuali delle imprese

Taxi e Ncc esclusi dal bonus carburante: la protesta da Ravenna

Sono oltre 200 le imprese ravennati del comparto taxi e noleggio con conducente escluse dal bonus carburante introdotto dal Governo. Il provvedimento riconosce infatti il sostegno all’autotrasporto merci e al trasporto passeggeri effettuato con autobus e pullman, ma non comprende le due categorie che operano nel trasporto individuale e nei servizi con conducente.

La situazione è stata portata all’attenzione dei ministri Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti attraverso una lettera firmata dai presidenti provinciali Cna di Ravenna, Fabio Ambrogetti per i taxi e Franco Roverelli per gli Ncc, insieme ai rispettivi presidenti nazionali. L’associazione chiede interventi specifici, sostenendo che il taglio delle accise non sia sufficiente a contenere l’aumento dei prezzi alla pompa.

Le richieste per taxi e Ncc

Secondo la Cna, benzina e gasolio rappresentano un fattore produttivo essenziale e una delle principali voci di spesa per le imprese. Per questo l’associazione propone di superare gli interventi generalizzati e di introdurre misure legate all’effettivo impiego professionale del carburante.

Per i taxi, che lavorano con tariffe amministrate, viene chiesto che il bonus sia calcolato sui litri realmente acquistati, anziché su parametri collegati alla densità demografica dei comuni. La Cna propone inoltre un fuel surcharge, cioè un supplemento tariffario automatico da applicare quando il prezzo del carburante supera una soglia stabilita per legge. L’obiettivo sarebbe evitare che gli aumenti straordinari ricadano interamente sugli operatori.

Per gli Ncc la criticità è legata soprattutto ai contratti già sottoscritti. Molte aziende, spiega l’associazione, hanno definito i preventivi prima della crisi energetica, quando benzina e gasolio avevano costi inferiori. La richiesta è quindi quella di un credito d’imposta dedicato, destinato a compensare almeno in parte la differenza maturata.

Il peso sui lavoratori

La lettera comprende anche la richiesta di un contributo straordinario per recuperare una parte delle spese sostenute nei mesi precedenti e il rinnovo di un ecobonus per sostituire i veicoli con mezzi elettrici o ibridi. Per la Cna, taxi e Ncc svolgono una funzione complementare rispetto a treni, aerei e trasporto pubblico di linea. Le misure invocate dovrebbero essere temporanee, selettive e proporzionate all’utilizzo professionale del carburante.

Paolo Boni, titolare di un’azienda Ncc del Ravennate, racconta le difficoltà operative provocate dall’aumento dei costi. I preventivi vengono inviati ai clienti con molti mesi di anticipo e non consentono di prevedere il prezzo futuro del carburante né di applicare aumenti improvvisi. Un ritocco delle tariffe, osserva, potrebbe essere compreso da una parte della clientela, ma non necessariamente da tutti.

Per Boni l’impatto non è soltanto economico. Le ore trascorse alla guida e quelle necessarie per la pulizia e la manutenzione dei mezzi hanno ridotto il tempo dedicato alla vita privata. L’aumento del lavoro è diventato necessario per sostenere le spese e mantenere in attività l’azienda, senza però modificare l’attenzione riservata ai clienti. Di fronte alla prospettiva di condizioni non più sostenibili, l’imprenditore considera anche l’ipotesi di chiudere l’attività e cambiare lavoro.