Il giro di vite della Polizia locale di Ravenna contro l’uso irregolare delle biciclette elettriche ha portato al sequestro di 21 e-bike in poco meno di due mesi. I controlli puntano a contrastare la circolazione di mezzi potenti e sempre più performanti, utilizzati in città e nelle aree pedonali come se fossero ciclomotori.
Secondo gli accertamenti, alcune biciclette sono carenate, raggiungono velocità elevate e vengono condotte senza che il conducente compia alcuna pedalata. Il comandante Andrea Giacomini ha spiegato che il fenomeno riguarda persone di tutte le età e che i mezzi vengono trovati anche nei centri storici, sui marciapiedi e sotto i portici. In diversi casi, per superare i limiti previsti, sarebbe necessario intervenire sul sistema di limitazione del veicolo.
I limiti previsti per le e-bike
La normativa consente al motore di una bicicletta elettrica di funzionare senza pedalata fino a 6 chilometri orari. Con la pedalata assistita, invece, la velocità massima prevista è di 25 chilometri orari. Quando il mezzo non rispetta queste caratteristiche, scattano il sequestro amministrativo e la successiva confisca, oltre a una sanzione compresa tra 158 e 635 euro. Non è previsto il pagamento in misura ridotta.
Dei mezzi fermati dagli agenti, 3 sono già stati confiscati. In altri due casi i proprietari hanno presentato ricorso sostenendo di aver agito in buona fede. I restanti 16 procedimenti sono ancora pendenti: per contestare il provvedimento è disponibile un termine di 60 giorni.
Come avvengono le verifiche
I controlli tecnici iniziano con un accertamento speditivo. Gli agenti possono leggere il display del mezzo dopo aver sollevato la ruota motrice e azionato l’acceleratore, oppure utilizzare un apposito rullo. L’obiettivo è verificare se la bicicletta riesca a sviluppare autonomamente una velocità superiore ai 6 chilometri orari senza che entri in funzione il limitatore.
La Polizia locale ricorda che chi intende viaggiare a velocità superiori deve utilizzare un ciclomotore, rispettando i relativi obblighi, compresa l’assicurazione. Il comandante Giacomini ha ribadito che le e-bike non possono essere impiegate come motorini e che i controlli proseguiranno per contrastare comportamenti ritenuti pericolosi per la sicurezza di pedoni e conducenti.