La Filt Cgil di Ravenna ha annunciato un presidio al porto di Ravenna contro il transito di armi. L’iniziativa è prevista per venerdì 30 ottobre, a partire dalle 8, in occasione dello sciopero contro le armi nei porti.
La mobilitazione, spiegano i promotori, coinvolgerà lavoratrici e lavoratori dello scalo, con l’invito rivolto anche agli studenti e alla cittadinanza. L’obiettivo dichiarato è esprimere la contrarietà al coinvolgimento dei porti e della catena logistica nel trasporto di armamenti destinati a Paesi che, secondo il sindacato, non rispettano il diritto internazionale.
La posizione del sindacato
In una nota, la Filt Cgil sostiene che i lavoratori non debbano essere considerati complici delle guerre alimentate dagli interessi dei grandi potentati internazionali legati al controllo dell’energia. Il sindacato collega inoltre i conflitti alle conseguenze economiche che ricadono sulla popolazione, citando l’aumento dei costi del carrello della spesa e del carburante.
La federazione afferma che le lavoratrici e i lavoratori del porto non sono e non vogliono essere complici del genocidio, del riarmo e delle vittime di tutte le guerre, comprese quelle non dichiarate o asimmetriche. Il presidio di Ravenna si inserisce quindi in una contestazione più ampia sul ruolo degli scali portuali nelle attività di movimentazione degli armamenti.
Le richieste sulla trasparenza
Tra le richieste avanzate dalla Filt Cgil c’è la pubblicazione dei dati relativi al transito delle armi in tutti i porti e lungo l’intera catena logistica, a partire dal porto ravennate. Per il sindacato, rendere disponibili queste informazioni è necessario per garantire maggiore trasparenza sulle operazioni che coinvolgono gli scali.
La federazione chiede inoltre che tutte le aziende portuali adottino un codice etico nel quale siano esplicitate la contrarietà al transito di armi verso Paesi non rispettosi del diritto internazionale e le conseguenti azioni da intraprendere. La Filt Cgil ha infine ribadito che sarà presente al porto insieme ai lavoratori e alle lavoratrici, agli studenti e ai cittadini che vorranno partecipare.