Allarme istituti

Minacce nelle chat, controlli alle scuole superiori di Ravenna

Messaggi su WhatsApp spaventano famiglie e ragazzi, ma la mattina procede senza disordini

Minacce nelle chat, controlli alle scuole superiori di Ravenna

Mattinata senza incidenti negli istituti superiori di Ravenna dopo la diffusione, nelle chat degli studenti, di messaggi che annunciavano possibili devastazioni e facevano riferimento anche a violenze gravi. Le voci, rilanciate anche attraverso le chat dei genitori, hanno suscitato preoccupazione tra le famiglie e condizionato gli spostamenti verso le scuole.

In diversi casi i genitori hanno scelto di tenere i figli a casa o di accompagnarli personalmente, evitando autobus e treni. Alcuni studenti, arrivati davanti agli istituti, hanno preferito non entrare. Le assenze sono risultate significative in varie scuole, con classi quasi vuote soprattutto a Ragioneria.

Presidi delle forze dell’ordine

Fin dalle prime ore del mattino le forze dell’ordine hanno intensificato controlli e pattugliamenti davanti alle scuole superiori cittadine. Una presenza particolarmente visibile è stata segnalata all’istituto Callegari, dove è stato predisposto un dispositivo di ordine pubblico. Verifiche e passaggi delle pattuglie hanno interessato anche gli altri istituti.

Nonostante il clima di apprensione, la situazione è rimasta tranquilla: gli studenti presenti sono entrati regolarmente in classe e non si sono verificati disordini. La polizia era a conoscenza dei messaggi circolati e ha mantenuto alta l’attenzione, senza sottovalutare le segnalazioni, anche se la loro fondatezza appariva incerta.

Il precedente del giorno prima

A pesare sul clima di paura è stato anche quanto accaduto il giorno precedente, con i disordini e gli atti vandalici collegati al Callegari e al Famila. Per quei fatti sono stati denunciati tre minorenni. Tra gli studenti si è inoltre diffuso il timore che potessero arrivare ragazzi provenienti dal Callegari, un’ipotesi che ha contribuito ad alimentare la preoccupazione.

L’effetto più evidente delle voci è stato quindi sulle presenze e sulle modalità di arrivo a scuola. Famiglie e studenti hanno dovuto fare i conti con informazioni non verificate, mentre durante la mattinata non si sono registrati episodi di violenza né altre situazioni di emergenza.