La Cgil di Ravenna chiede la costituzione di una cabina di regia istituzionale per monitorare e contrastare i fenomeni di somministrazione illecita di manodopera nel territorio. La proposta arriva dopo l’inchiesta della Guardia di finanza su un presunto sistema criminale che coinvolgerebbe 22 persone, nel Ravennate e in altre province italiane.
Secondo gli elementi emersi nell’indagine, la rete avrebbe riguardato circa un migliaio di lavoratori, molti dei quali stranieri, impiegati con retribuzioni inferiori a quelle previste. Gli addetti sarebbero stati utilizzati soprattutto nel comparto metalmeccanico, con mansioni di saldatori, carpentieri e manovali di officina.
La richiesta del sindacato
Per la Cgil, la vicenda non può essere considerata soltanto come un caso fiscale o giudiziario. L’organizzazione sostiene che la somministrazione illecita di manodopera rappresenti un fenomeno più ampio, capace di incidere sulle condizioni di lavoro e di rendere i dipendenti più esposti a ricatti e irregolarità.
Le prime notizie sull’inchiesta, ha commentato Manuela Trancossi, segretaria generale della Cgil di Ravenna, confermerebbero preoccupazioni già presenti sul territorio. Secondo la dirigente sindacale, fenomeni di illegalità e sfruttamento sarebbero diffusi e trasversali a diversi settori produttivi, non soltanto nei comparti tradizionalmente ritenuti più esposti, come agricoltura, edilizia e logistica.
Appalti e catene di subfornitura
La richiesta è che l’inchiesta consenta di fare piena luce sui fatti e di accertare tutte le eventuali responsabilità, a partire dal ruolo delle aziende committenti. Il sindacato invita inoltre ad aprire una riflessione sul sistema degli appalti, sulla somministrazione di manodopera e sulla catena di subfornitura, ambiti nei quali possono svilupparsi meccanismi di intermediazione irregolare.
L’indagine comprende anche accertamenti su un articolato circuito finanziario. Gli sviluppi giudiziari dovranno chiarire il funzionamento della presunta rete e le responsabilità delle persone coinvolte. La Cgil di Ravenna ha infine ribadito l’intenzione di proseguire l’impegno contro le forme di illegalità che, secondo il sindacato, indeboliscono il lavoro e aumentano la vulnerabilità dei dipendenti.