Prezzi e lavoro

Fusignani: «Sul caro carburante serve un piano strutturale»

Il responsabile emiliano del Pri contesta le misure temporanee e richiama l’impatto sui professionisti della strada

Fusignani: «Sul caro carburante serve un piano strutturale»

Eugenio Fusignani, segretario regionale dell’Emilia-Romagna del Partito Repubblicano Italiano, interviene sul costo dei carburanti e chiede al Governo un cambio di strategia. In una nota, il dirigente del Pri contesta il ricorso a misure temporanee e a bonus destinati soltanto ad alcune categorie, sostenendo che serva un intervento stabile rivolto all’intero sistema produttivo.

Secondo Fusignani, cittadini, famiglie e lavoratori che utilizzano quotidianamente l’auto per muoversi sul territorio non possono essere tutelati soltanto attraverso provvedimenti emergenziali. Il segretario regionale considera necessario sostenere le fasce economicamente più deboli, ma ritiene altrettanto importante estendere le misure a tutte le categorie produttive e affrontare in modo strutturale il costo dei rifornimenti.

I dati citati su Ravenna

Nel suo intervento, il rappresentante repubblicano richiama i dati ufficiali del Mimit relativi agli impianti di Ravenna. Anche nei distributori indicati come più convenienti, afferma, benzina e gasolio avrebbero superato stabilmente la soglia dei due euro al litro. In particolare, il diesel si attesterebbe mediamente tra 2,11 e 2,14 euro al litro.

Fusignani estende poi l’analisi al quadro nazionale. A suo dire, nei quattro anni di Governo guidato da Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Antonio Tajani, il prezzo medio del gasolio sarebbe passato da 1,81 a 2,18 euro al litro, mentre il costo del greggio sui mercati internazionali sarebbe rimasto sostanzialmente invariato nello stesso periodo. Il segretario del Pri definisce questa situazione una contraddizione e critica le promesse sul taglio delle accise, che considera non mantenute.

L’impatto sulle attività produttive

Tra le categorie maggiormente esposte, Fusignani indica gli agenti e i rappresentanti di commercio. In Emilia-Romagna se ne conterebbero circa 12.000, professionisti che percorrono ogni anno decine di migliaia di chilometri. Per queste persone, osserva, l’automobile non è un bene accessorio ma uno strumento indispensabile per lavorare e raggiungere clienti e imprese, compresa la grande distribuzione.

Il rincaro dei rifornimenti, prosegue la nota, aumenta i costi operativi di chi vende e trasporta le merci. Una parte di questi oneri rischia quindi di riflettersi sui prezzi finali dei prodotti, alimentando una spirale inflazionistica. L’effetto, nella lettura del dirigente repubblicano, sarebbe una riduzione del potere d’acquisto di salari e pensioni, con conseguenze sul ceto medio e sui consumi.

Fusignani critica infine le proroghe di breve durata e gli interventi parziali che, a suo giudizio, lasciano senza risposte adeguate partite Iva e lavoratori autonomi. Nel mirino finiscono anche i limiti di deducibilità fiscale delle auto aziendali, ritenuti non più adeguati ai costi attuali. La richiesta conclusiva è per la stabilizzazione degli sconti sui carburanti destinati al tessuto produttivo, incentivi permanenti e una revisione della fiscalità legata ai trasporti.