Sport inclusivo

Fight Village, oltre 3 mila presenze a piazza Kennedy

Esibizioni e attività hanno coinvolto atleti, famiglie e associazioni tra prevenzione, disciplina e partecipazione.

Fight Village, oltre 3 mila presenze a piazza Kennedy

Oltre 3 mila persone hanno partecipato alla prima edizione di Fight Village 2026, la manifestazione dedicata alle arti marziali che venerdì 11 settembre ha animato piazza Kennedy, a Ravenna. Dalle 16 alle 21 il pubblico ha assistito alle attività organizzate sul tatami, con la presenza di atleti di diverse età e discipline.

Nel corso del pomeriggio si sono alternate dimostrazioni di karate, judo, lotta, Brazilian Jiu Jitsu, grappling, aikido, arti marziali miste amatoriali e difesa personale. La stima degli organizzatori è stata collegata anche ai dati degli accessi: 1.350 passaggi sono stati registrati in due dei quattro varchi predisposti, mentre i locali della zona sono stati segnalati come pieni durante la manifestazione.

Inclusione e messaggi sociali

Una parte significativa dell’iniziativa è stata dedicata all’inclusione, con la partecipazione di atleti di parakarate e judo adattato. Alle 18.45 le attività sui tatami si sono fermate per un momento istituzionale, al quale hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni civili e sportive, delle forze dell’ordine, delle associazioni e delle realtà del territorio.

La Polizia di Stato ha partecipato con la campagna Questo non è amore, rivolta alla prevenzione della violenza di genere. In piazza era presente anche Avis comunale Ravenna, che ha promosso la cultura della donazione. La giornata ha previsto inoltre momenti di convivialità, con gelato per i bambini, un terzo tempo con pizza e bevanda per gli atleti agonisti e, al termine, un appuntamento riservato allo staff.

Il progetto e gli obiettivi

Fight Village è nato da un’idea di Vito Durante, delegato provinciale Fijlkam Ravenna e direttore tecnico del Fight Club Ravenna. Il fondatore ha spiegato che l’obiettivo non era proporre una semplice esibizione, ma portare le arti marziali fuori dalle palestre e presentarne i valori educativi e sociali: disciplina, rispetto, inclusione e controllo.

Durante ha definito la prima edizione una scommessa, sottolineando il lavoro svolto nei mesi precedenti e il contributo di istituzioni, forze dell’ordine, società sportive, tecnici, volontari, partner e aziende. Il ringraziamento è stato rivolto soprattutto agli atleti, ai bambini e alle famiglie che hanno partecipato all’iniziativa, contribuendo alla riuscita della manifestazione.