Pressione sociale

Crediti comunali, oltre 4 milioni restano ancora da riscuotere

Multe, imposte e sanzioni pesano sui bilanci familiari, mentre l’amministrazione riconoscerà 229 mila euro alla società incaricata.

Crediti comunali, oltre 4 milioni restano ancora da riscuotere

Oltre 4 milioni di euro di crediti relativi al 2024 non sono stati riscossi da Ravenna Entrate per multe, sanzioni e imposte. Il dato riguarda le somme che l’amministrazione non è riuscita a recuperare attraverso le procedure ordinarie ed esecutive e viene letto dalle organizzazioni sindacali e dei consumatori come un possibile indicatore delle difficoltà economiche che gravano su una parte della popolazione.

Secondo Alberto Mazzoni di Federconsumatori, i crediti diventati inesigibili rappresentano un segnale della crescente fragilità sociale. A incidere, nella sua analisi, sarebbero salari ridotti e inflazione, fattori che rendono più difficile sostenere le spese quotidiane e rispettare le scadenze fiscali o il pagamento delle sanzioni. Mazzoni collega questo quadro anche alla diffusione del gioco d’azzardo tra le persone più vulnerabili.

Il peso dell’azzardo e delle spese quotidiane

Federconsumatori sta elaborando dati dai quali emergerebbe, per il territorio ravennate, una spesa media pro capite di 2.600 euro in slot, gratta e vinci, bingo e giochi online. La differenza tra quanto giocato e quanto restituito in vincite, riferita al comune di Ravenna, sarebbe invece pari a 25 milioni di euro. Nel testo non vengono indicati ulteriori dettagli metodologici sulla rilevazione.

Manuela Trancossi, segretaria generale della Cgil, descrive una difficoltà più ampia nel sostenere i costi sia per le famiglie sia per gli enti locali, che ricevono sempre meno risorse. Nel territorio provinciale, osserva, il numero degli sfratti è elevato e Ravenna presenta costi considerati difficili da affrontare. Anche una multa rilevata da un autovelox può incidere in modo significativo sul reddito mensile, soprattutto quando occorre scegliere tra una bolletta, l’assicurazione dell’auto necessaria per andare al lavoro e la sanzione.

Trancossi richiama inoltre l’incertezza che, secondo la sua ricostruzione, ha caratterizzato per lungo tempo la questione dell’omologazione dei dispositivi di rilevazione, a causa dei decreti attuativi rimasti fermi. Una situazione che, a suo giudizio, avrebbe contribuito a creare una deriva etica e ad alimentare diffidenza nei confronti del sistema delle multe.

Il rimborso per le procedure senza esito

Agli importi non recuperati si aggiungono quasi 229 mila euro di spese sostenute nelle procedure di riscossione risultate infruttuose. La somma sarà riconosciuta dal Comune di Ravenna alla propria società in house con una voce specifica nel bilancio 2026.

Il meccanismo è previsto dal contratto tra l’amministrazione e Ravenna Entrate. L’articolo 13 stabilisce che, quando le procedure esecutive non producono risultati, alla società spetta un rimborso pari al 65 per cento degli importi indicati nelle tabelle ministeriali. Trancossi invita ora il Comune a valutare complessivamente l’accordo e a verificare se un sistema costruito diversi anni fa sia ancora adeguato alle condizioni economiche attuali.