Il Comune di Ravenna dovrà rimborsare quasi 229mila euro a Ravenna Entrate per i costi legati a procedure di riscossione coattiva che non hanno portato al recupero delle somme dovute. A evidenziare la vicenda è il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, che collega il rimborso al quadro più ampio dei crediti dichiarati inesigibili dall’ente, pari a oltre 4,3 milioni di euro.
Secondo FdI, il problema presenta un duplice impatto per le casse pubbliche: da una parte le somme dovute non vengono incassate, dall’altra il Comune deve sostenere le spese dei tentativi di recupero rimasti senza esito. Il gruppo descrive la situazione come un danno economico aggravato dai costi delle procedure, sottolineando che le risorse non recuperate non possono essere destinate a servizi, manutenzioni e opere pubbliche.
La richiesta sulla definizione agevolata
Fratelli d’Italia sostiene inoltre che la questione fosse già stata sollevata in Consiglio comunale. Il consigliere Falco Caponegro aveva presentato un question time chiedendo al sindaco e alla giunta di valutare l’adesione agli strumenti di definizione agevolata previsti dalla normativa nazionale. Per i crediti gestiti direttamente da Ravenna Entrate, la richiesta era invece di studiare un meccanismo analogo, con l’obiettivo di aumentare le possibilità concrete di riscossione.
Il gruppo consiliare precisa che la definizione agevolata, a suo giudizio, non dovrebbe essere interpretata come un condono. La proposta viene presentata come uno strumento per consentire al Comune di recuperare almeno una parte delle somme e, nei casi di reale difficoltà economica, offrire ai debitori una possibilità di rientro. FdI ribadisce quindi di non voler premiare chi non paga, ma di puntare a una modalità di incasso ritenuta più efficace.
Il confronto sulla rottamazione
Nel commento diffuso dal gruppo emerge anche una critica alla posizione assunta sulla rottamazione. Secondo FdI, sulla scelta avrebbe pesato una contrarietà ideologica più che una valutazione dei possibili vantaggi per l’amministrazione e per i cittadini. Il tema, sostiene il gruppo, dovrebbe essere affrontato considerando soprattutto il risultato ottenibile nella gestione del denaro pubblico.
La posizione di Fratelli d’Italia è che sia preferibile recuperare concretamente quanto possibile, prevedendo al tempo stesso una via d’uscita per chi si trova in condizioni di difficoltà, piuttosto che mantenere iscritti a bilancio crediti difficili o impossibili da riscuotere. La vicenda dei 229mila euro rimborsati a Ravenna Entrate viene così indicata dal gruppo come esempio delle conseguenze finanziarie dei tentativi di riscossione che non producono risultati.