Un capannone industriale in disuso, affacciato sulla passeggiata lungo il Candiano, è diventato il centro di un percorso di rigenerazione urbana nella Darsena di Ravenna. Si tratta di Progetto Zara, iniziativa nata dall’impegno dell’associazione culturale Studio Doiz e dello studio di architettura Denara, con l’obiettivo di restituire alla città uno spazio per attività artistiche, sociali e aggregative.
Il percorso prende le mosse dal festival Manualetto, nato nel 2022 con l’intento di abitare luoghi abbandonati o sottoutilizzati del quartiere. Nel corso del tempo, artisti e architetti hanno cercato di trasformare la provocazione legata ai grandi progetti rimasti in gran parte incompiuti in un intervento concreto, fondato sulla collaborazione e sull’utilizzo temporaneo degli spazi.
Dal festival alla riqualificazione
Il progetto ha trovato una prima sede nei capannoni dell’ex Ferruzzi & Benini, in via Zara 27, un tempo utilizzati come deposito di granaglie. Qui Manualetto ha organizzato la propria edizione 2025, utilizzando due dei fabbricati e proponendo, tra gli altri appuntamenti, anche un incontro con Francesca Albanese. La disponibilità dei proprietari ha permesso di prolungare l’accordo per un ulteriore anno e di gettare le basi di Progetto Zara, acronimo di Zona artistica di rigenerazione attiva.
Alla realizzazione contribuiscono sponsor, il sostegno di Regione e Comune di Ravenna e risorse ottenute attraverso alcuni bandi pubblici. È inoltre attiva una campagna di crowdfunding sulla piattaforma Produzioni dal Basso. L’obiettivo dichiarato è riaprire gli ambienti almeno da maggio a novembre, costruendo una programmazione accessibile con musica, teatro, danza, cinema, incontri, laboratori e momenti informali.
Gli interventi riguardano un’area di circa mille metri quadrati. Lorenzo Carpinelli, attore ravennate di 33 anni e tra i promotori dell’iniziativa, spiega che lo spazio è stato aperto più volte dall’ottobre dello scorso anno, ma che ogni utilizzo richiede permessi specifici per l’agibilità, con un limite di 24 giornate all’anno. La nuova edizione di Manualetto dovrebbe consentire di raggiungere questo obiettivo operativo.
Un futuro ancora da definire
La riqualificazione porterà quest’anno all’apertura di un terzo capannone. Cambierà anche l’accesso, che non sarà più da via Zara ma dal lato rivolto direttamente verso la Darsena, dove è prevista un’installazione. Il progetto, nelle intenzioni dei promotori, non vuole diventare un teatro privato, ma uno spazio di aggregazione rivolto soprattutto ai giovani.
Il futuro dell’area resta tuttavia incerto. I capannoni sono di proprietà privata e la loro destinazione potrebbe cambiare, come già accaduto con Darsena Pop Up, chiusa dopo essere diventata un punto di riferimento per molti ravennati e oggi in stato di abbandono. Progetto Zara si inserisce così in una zona interessata da altri interventi e attese, tra l’apertura dell’Orangerie e i piani per l’ex complesso Cmc.
Tra le ipotesi immaginate da Carpinelli c’è la trasformazione dei due capannoni posteriori in uno spazio polifunzionale con aula studio, aree ricreative o sportive e un cortile utilizzabile. Il fabbricato affacciato sul Candiano potrebbe invece diventare un teatro sull’acqua, destinato a rappresentazioni e pubblici spettacoli. Si tratta, al momento, di una prospettiva legata alla disponibilità futura degli immobili e alla possibilità di consolidare il percorso di rigenerazione.