Controlli ispettivi

A Ravenna emersi casi di sfruttamento agricolo e caporalato

Coinvolti operai stranieri, tra cui un adolescente; il sindacato sollecita l’attivazione della rete prevista dalla legge

A Ravenna emersi casi di sfruttamento agricolo e caporalato

La Flai Cgil di Ravenna chiede un’accelerazione delle iniziative a tutela del lavoro nei campi dopo gli accertamenti svolti dall’Ispettorato del Lavoro in un’azienda agricola della provincia. Secondo quanto riferito dal sindacato, il controllo ha fatto emergere episodi di sfruttamento lavorativo e gravi violazioni in materia di sicurezza che avrebbero coinvolto diversi lavoratori immigrati, tra cui anche un minorenne.

La richiesta del sindacato

Alla luce degli accertamenti, la Flai Cgil sollecita la costituzione della Sezione territoriale della Rete del lavoro agricolo di qualità. L’organismo dovrebbe mettere in collegamento istituzioni, enti incaricati dei controlli e parti sociali, con l’obiettivo di prevenire il lavoro irregolare e intervenire nei casi di sfruttamento.

Laura Mazzesi, segretaria generale della Flai Cgil di Ravenna, sostiene che quanto rilevato dall’Ispettorato confermi la presenza del fenomeno anche nel territorio ravennate. Per la dirigente sindacale, non è più accettabile negare l’esistenza del caporalato e delle irregolarità nel comparto agricolo di fronte a verifiche che hanno evidenziato violazioni concrete.

La rappresentante della Cgil sottolinea inoltre che contrastare lo sfruttamento non significa danneggiare l’agricoltura o penalizzare il territorio, ma difendere le imprese che rispettano le regole, tutelare i lavoratori e garantire legalità nel settore. Il sindacato riferisce di denunciare da tempo situazioni di irregolarità e chiede alle istituzioni, alle organizzazioni datoriali e alle parti sociali di assumere una responsabilità condivisa.

La rete territoriale ancora ferma

Secondo la Flai Cgil, alcuni passi avanti sono stati compiuti anche grazie all’istituzione dei Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriali in agricoltura. Gli strumenti contrattuali, tuttavia, non sarebbero sufficienti da soli a prevenire e contrastare efficacemente il fenomeno.

Il sindacato segnala in particolare che l’accordo per la costituzione della sezione territoriale della Rete del lavoro agricolo di qualità, già condiviso dalle istituzioni coinvolte, è ancora fermo alla Prefettura di Ravenna. Manca la convocazione delle parti per procedere alla firma, passaggio necessario per rendere operativa la cabina di regia territoriale prevista dalla legge 199 del 2016.

La Flai Cgil considera quindi urgente sbloccare l’iter e dare attuazione alla parte preventiva della normativa, attraverso una rete stabile sul territorio. L’obiettivo indicato è rafforzare il coordinamento tra gli enti competenti e rendere più efficace l’azione contro lavoro irregolare, sfruttamento e caporalato nel comparto agricolo della provincia.