Filiera verde

A Mandriole il nuovo impianto di biometano di Agrisfera

Investiti più di 10 milioni, con fondi Pnrr: la struttura trasformerà biomasse in gas rinnovabile e riutilizzerà il digestato.

A Mandriole il nuovo impianto di biometano di Agrisfera

È stato inaugurato il 2 ottobre 2026, a Mandriole, il nuovo impianto di biometano realizzato da Agrisfera con un investimento complessivo superiore ai 10 milioni di euro. Dell’importo, 2,3 milioni sono stati coperti attraverso un contributo del Pnrr. L’inaugurazione è stata preceduta da un confronto alla Fattoria Guiccioli sul rapporto tra energie rinnovabili e agricoltura, con la partecipazione di rappresentanti del mondo agricolo e cooperativo, delle istituzioni e delle imprese.

Dalla digestione delle biomasse al gas rinnovabile

La struttura nasce dalla conversione del precedente impianto a biogas e ha una capacità di 400 metri cubi all’ora. La produzione prevista è di circa 3,5 milioni di metri cubi di biometano all’anno. Per alimentare il processo vengono utilizzate circa 50 mila tonnellate annue di biomasse, suddivise in parti pressoché uguali tra materiali di origine animale e materia vegetale dedicata.

Le biomasse vengono sottoposte a digestione anaerobica e successivamente a un processo di upgrading. Il biometano prodotto viene controllato e immesso nella rete Snam. L’intera produzione è stata acquistata da Marazzi Group di Sassuolo. Secondo le stime indicate durante la presentazione, la sostituzione del gas fossile con il biometano consentirà di ridurre le emissioni di circa 9 mila tonnellate di CO₂ all’anno.

Il riutilizzo del digestato

Il digestato ottenuto al termine del processo viene riutilizzato sui terreni di Agrisfera. L’obiettivo è mantenere all’interno della filiera agricola i materiali residui della lavorazione, collegando la produzione animale e vegetale a quella energetica. Il modello è stato presentato come un esempio di economia circolare applicata all’agricoltura.

Paolo Lucchi, presidente di Legacoop Romagna, ha indicato nel tempo il filo conduttore dell’iniziativa, richiamando il percorso necessario per realizzare l’impianto e la necessità di sviluppare fonti energetiche alternative. Lucchi ha inoltre collegato il progetto alle conseguenze dell’alluvione, che ha evidenziato la fragilità del territorio e la necessità di intervenire con scelte di lungo periodo.

Per Rudy Maiani, presidente di Agrisfera, l’impianto conclude un percorso avviato nel 2009, al quale hanno contribuito le aziende coinvolte e i lavoratori. Il direttore Giovanni Giambi ha sottolineato il ruolo dell’agricoltura nella produzione di energia e valore senza spreco di risorse.

Il sindaco di Ravenna Alessandro Barattoni ha ricordato gli investimenti realizzati da Agrisfera per coniugare redditività e sostenibilità, evidenziando il collegamento tra la filiera agricola e l’industria ceramica, tra i comparti più energivori dell’Emilia-Romagna. I lavori di conversione erano iniziati il 4 luglio 2025, mentre la prima immissione di biometano nella rete Snam è avvenuta il 29 luglio 2026.