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L’ex Colonia Varese di Milano Marittima apre al pubblico

Un complesso razionalista degli anni Trenta sarà recuperato con fondi regionali e restituito gradualmente alla collettività.

L’ex Colonia Varese di Milano Marittima apre al pubblico

Le prenotazioni sono terminate in pochi giorni per la prima apertura al pubblico dell’ex Colonia Varese di Milano Marittima. Domenica, nell’ambito delle Giornate europee del patrimonio, i visitatori hanno potuto accedere al complesso con una passeggiata culturale gratuita e guidata, organizzata dalla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini insieme alla Regione Emilia-Romagna, al Comune di Cervia, all’Ente di gestione per i parchi e la biodiversità-Delta del Po e all’Università di Ferrara-Dipartimento di architettura.

Un’opera del razionalismo italiano

Progettata dall’architetto Mario Loreti alla fine degli anni Trenta e inaugurata nel 1939, l’ex Colonia Varese è uno degli edifici razionalisti più significativi d’Italia. Il complesso si sviluppa su cinque piani, per oltre 62mila metri cubi, ed era stato concepito per ospitare contemporaneamente 800 bambini e bambine.

L’impianto architettonico è fortemente simmetrico. Il corpo centrale presenta una griglia in cemento armato e due grandi rampe inclinate, demolite e ricostruite dopo i danni subiti durante la Seconda guerra mondiale. Le rampe non comunicavano tra loro e conducevano rispettivamente all’ala maschile e a quella femminile. Ai lati si trovano i corpi di servizio a due piani, mentre le due ali a cinque piani, rivolte verso la spiaggia, ospitavano i dormitori.

Il progetto di recupero

L’apertura rientra in un percorso avviato lo scorso aprile con la firma, nel municipio di Cervia, di un protocollo d’intesa per la messa in sicurezza dell’edificio e la futura riapertura della grande pineta circostante. La Regione Emilia-Romagna, proprietaria dell’area, ha stanziato 2,5 milioni di euro per la prima fase dei lavori e coordina il progetto. Il Comune di Cervia è il soggetto attuatore e si occuperà anche della gestione futura dell’area verde.

L’Università di Ferrara-Dipartimento di architettura ha svolto analisi tecnico-strutturali e indagini diagnostiche sul complesso. L’Ente di gestione per i parchi e la biodiversità-Delta del Po seguirà la salvaguardia degli habitat naturali, mentre la Soprintendenza garantirà la tutela del bene culturale. L’obiettivo è restituire progressivamente alla collettività uno spazio oggi non fruibile, trasformandolo in un parco collegato idealmente al lungomare di Milano Marittima.

La risposta registrata con la prima visita ha spinto gli organizzatori a valutare la riproposizione dell’iniziativa. L’assessora regionale alla Cultura, Gessica Allegni, ha definito la giornata un’occasione per avvicinare i cittadini a un luogo finora visibile soltanto oltre le recinzioni. Il progetto punta a preservare la memoria dell’ex colonia e a favorirne una riapertura graduale, all’interno del più ampio percorso di riflessione sul patrimonio delle colonie marine della costa emiliano-romagnola.