Risorsa idrica

In collina, 51 milioni per le opere irrigue in 25 anni

Ventuno invasi servono 950 aziende tra Santerno, Senio, Lamone e Marzeno

In collina, 51 milioni per le opere irrigue in 25 anni

Garantire acqua alle aziende agricole delle aree collinari significa sostenere le produzioni e favorire la permanenza delle imprese in un territorio fragile. È questo l’obiettivo della rete di infrastrutture realizzata nel distretto montano del Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale, insieme alle aziende agricole aderenti.

Il sistema interessa le vallate dei corsi d’acqua Santerno, Senio, Lamone e Marzeno, dove le condizioni di lavoro sono più complesse rispetto alla pianura. Vite, actinidia, albicocco, pesco e susino occupano complessivamente oltre 11 mila ettari di superficie agricola utilizzata e generano una stima di oltre 660 mila giornate di lavoro.

Una rete di 21 invasi

Negli ultimi 25 anni il Consorzio ha realizzato nel distretto montano 21 impianti irrigui, tra laghetti e invasi, con il coinvolgimento di 950 aziende su un bacino complessivo di circa 2 mila imprese. La rete serve quasi 7 mila ettari, dispone di una capacità di accumulo di circa 3,5 milioni di metri cubi e comprende condotte per quasi 400 chilometri.

Gli investimenti effettuati tra il 2000 e il 2025 ammontano a circa 51 milioni di euro: 30 milioni sono arrivati dal cofinanziamento pubblico, mentre 21 milioni sono stati sostenuti dalle aziende aderenti. Su nove bacini sono inoltre presenti impianti fotovoltaici flottanti, per una potenza complessiva di 840 kilowatt; altri quattro impianti sono in costruzione.

Il ruolo per il territorio

Il Consorzio gestisce la quasi totalità degli impianti irrigui dell’area e affianca le imprese nelle attività tecniche e amministrative. Il percorso comprende la progettazione, la realizzazione e la gestione delle opere. Ogni anno alle aziende vengono distribuiti circa 3 milioni di metri cubi d’acqua, provenienti da derivazioni superficiali dei corsi d’acqua. Non vengono effettuati prelievi dalla falda.

La disponibilità di acqua è particolarmente importante nelle zone più difficili, comprese quelle caratterizzate dalle argille plioceniche a valle della Vena del Gesso. Nei periodi di maggiore scarsità, l’assenza di approvvigionamento può compromettere sia i raccolti dell’annata sia la sopravvivenza delle colture arboree.

La funzione delle infrastrutture riguarda anche la tenuta del territorio. Gli eventi alluvionali del 2023 hanno evidenziato la vulnerabilità delle aree collinari: nel comprensorio le frane hanno interessato circa 1.500 ettari tra terreni agricoli e superfici boscate. Secondo il presidente del Consorzio, Antonio Vincenzi, l’irrigazione contribuisce così a mantenere attive le aziende, l’occupazione e la presenza agricola in un’area complessa.