In Emilia-Romagna si stima la presenza di 93.723 persone affette da demenza. Il dato emerge dalla relazione sullo stato di avanzamento del progetto regionale demenze per il 2025, pubblicata sul portale SalutER in occasione della Giornata mondiale dell’Alzheimer, in programma lunedì 21 settembre.
La prevalenza regionale è pari a 25,2 casi ogni mille abitanti, in aumento rispetto ai 23 casi per mille registrati l’anno precedente. L’incremento è legato anche alla maggiore capacità dei servizi sanitari e sociosanitari di individuare e prendere in carico le persone con demenza. Le fasce d’età più rappresentate sono quelle tra i 75 e gli 89 anni e, soprattutto, oltre i 90 anni.
La rete di assistenza regionale
In Emilia-Romagna più di due terzi delle persone interessate, pari al 74%, risultano intercettate e seguite dai servizi sanitari e sociosanitari. La regione ha avviato dal 1999 una rete dedicata al sostegno dei pazienti, delle famiglie e dei caregiver, con l’obiettivo di integrare diagnosi, cura, riabilitazione e assistenza.
La relazione individua tra le priorità il contrasto allo stigma e il rafforzamento della domiciliarità. Grazie al Fondo nazionale demenze 2024-2026, la Regione ha investito oltre 1,8 milioni di euro, coinvolgendo tutte le Aziende sanitarie regionali. Tra gli interventi finanziati figurano anche quelli psicosociali rivolti ai pazienti e a chi se ne prende cura.
Il programma prevede la collaborazione con gli Enti locali, il volontariato e il Terzo settore. Tra le iniziative sviluppate figura il Welfare culturale, che mette in relazione il mondo della cultura con i professionisti dei centri per i disturbi cognitivi e le demenze, favorendo l’accesso al patrimonio artistico regionale.
Il sostegno ai caregiver
In occasione della ricorrenza, l’associazione cesenate Caima ha rivolto un messaggio ai familiari che assistono persone con Alzheimer, invitandoli a non affrontare il percorso da soli. L’organizzazione sottolinea l’importanza di chiedere aiuto, confrontarsi con altre persone che hanno vissuto esperienze simili e accettare il sostegno offerto.
Nel messaggio, Caima richiama anche la necessità per i caregiver di ritagliarsi momenti di pausa e di attenzione verso sé stessi. L’associazione è nata dall’esperienza di familiari che hanno conosciuto la malattia e hanno scelto di trasformarla in attività di ascolto e supporto per altre famiglie. Il sostegno può comprendere anche un semplice colloquio, utile a condividere preoccupazioni, stanchezza e difficoltà quotidiane.
L’assessore regionale alle Politiche per la salute, Massimo Fabi, ha evidenziato che l’aumento dell’aspettativa di vita richiede servizi più solidi e una rete di prossimità capace di accompagnare le persone fragili e chi vive accanto a loro. L’obiettivo indicato è rendere la presa in carico sempre più efficace e rafforzare il raccordo tra sanità e sociale.