Legacoop Romagna ha avviato un confronto con i principali interlocutori pubblici del territorio sul tema dell’abitare. A partire dal 19 settembre 2026, la direzione dell’associazione incontrerà presidenti delle Province, sindaci, presidenti delle Acer e prefetti per presentare una serie di proposte sull’emergenza abitativa e sulle sue ricadute sociali ed economiche.
Secondo i vertici dell’organizzazione, la difficoltà di trovare un’abitazione riguarda giovani, famiglie fragili e lavoratori dipendenti. La carenza di alloggi, sostengono, contribuisce anche alla difficoltà delle imprese nel reperire personale: donne e uomini interessati a lavorare in Romagna possono rinunciare a trasferirsi perché non trovano una soluzione abitativa. Per Legacoop, l’offerta immobiliare non è adeguata alla rete di servizi e alla qualità della vita del territorio e rende il sistema economico meno attrattivo e competitivo.
Il confronto con gli enti pubblici
Il presidente di Legacoop Romagna Paolo Lucchi e i vicepresidenti Romina Maresi e Valerio Brighi chiedono un nuovo impegno condiviso. L’associazione ritiene necessario aggiornare il quadro legislativo nazionale e regionale, rafforzare il patrimonio di edilizia pubblica e definire interventi capaci di affrontare il disagio abitativo. Tra gli obiettivi indicati c’è anche il coinvolgimento diretto delle cooperative aderenti attraverso iniziative concrete.
Nel documento sottoposto alle amministrazioni, Legacoop richiama il tema del patrimonio delle Acer: si tratta complessivamente di 55mila alloggi, quasi 12mila dei quali in Romagna. L’associazione propone un progetto di recupero e revisione del patrimonio pubblico, insieme a un intervento coordinato sulle regole che disciplinano l’abitazione.
Le proposte su immobili e lavoratori
Tra le misure suggerite figurano il contenimento degli affitti brevi, una fiscalità agevolata per chi rende disponibili immobili inutilizzati, il sostegno alla rigenerazione dei patrimoni ereditati e percorsi per ridurre il sommerso e favorire la legalità. Per le imprese viene inoltre indicato il possibile utilizzo di immobili abbandonati o sottoutilizzati come foresterie per i lavoratori, collegando i cambi di destinazione d’uso ai progetti di sviluppo aziendale.
Legacoop dichiara anche la disponibilità a valutare, insieme ai Comuni, la riconversione di una parte delle oltre 500 Case del Popolo presenti in Romagna in alloggi per famiglie, lavoratori e studenti. Un’altra strada indicata è quella della cooperazione di abitanti, già diffusa in Emilia e presente con nuove esperienze dedicate alla riqualificazione urbana e alla creazione di soluzioni residenziali.
L’associazione collega infine il rilancio delle politiche abitative alla rigenerazione delle città e dei centri storici. Il comparto delle costruzioni, viene sottolineato, dopo la conclusione delle risorse del Pnrr avrebbe bisogno di una nuova programmazione per evitare una nuova crisi e sostenere interventi di recupero e sviluppo del territorio.