Ravenna e Firenze si sono riunite per la tradizionale cerimonia dell’olio al sepolcro di Dante, uno dei momenti simbolici che ogni anno rinnovano il legame tra le due città associate alla vita e alla memoria del Sommo poeta. L’appuntamento si è svolto nell’ambito delle celebrazioni per il 705° anniversario della morte di Dante, avvenuta nel 1321.
Le celebrazioni
Il programma si è aperto con la lectio magistralis di Tomaso Montanari. A seguire, Albe/Ravenna Teatro ha proposto un’azione corale che ha coinvolto numerosi studenti, dalle scuole medie fino all’università, inserendo la partecipazione delle nuove generazioni nel percorso dedicato alla figura e all’opera dantesca.
Tra gli appuntamenti più attesi c’è stata la lettura dell’undicesimo canto del Paradiso affidata all’attore e regista Fabrizio Gifuni. L’artista ha letto i versi dal balcone del Palazzo della Provincia, mentre il pubblico seguiva l’iniziativa dalla zona sottostante. La parte musicale è stata curata dal coro Ludus Vocalis e dal contrabbassista Giacomo Piermatti, le cui esecuzioni hanno accompagnato il momento dedicato alla poesia.
Il rito al sepolcro
Un altro passaggio della giornata è stata la messa nella basilica di San Francesco, presieduta dal ministro generale dell’Ordine dei frati minori conventuali, padre Carlos Alberto Trovarelli. La celebrazione religiosa ha preceduto il momento centrale della giornata: la cerimonia dell’olio al sepolcro di Dante, rito che rappresenta l’unione tra Ravenna e Firenze nel nome del poeta.
Alla cerimonia erano presenti la vicesindaca di Firenze Paola Galgani e il sindaco di Ravenna Alessandro Barattoni. L’iniziativa si svolge dal 1908 e costituisce un appuntamento stabile nel rapporto tra le due comunità legate alla memoria di Dante. Attraverso il rito, le istituzioni delle due città hanno rinnovato un ponte costruito nel tempo attorno alla figura del poeta e alla sua eredità culturale.