Trasparenza commerciale

Calo estivo per il porto di Ravenna, chiesti dati su Israele

Una forza civica contesta statistiche Adsp e richiama flussi legati al Gnl.

Calo estivo per il porto di Ravenna, chiesti dati su Israele

Il porto di Ravenna si prepara a chiudere agosto con una contrazione stimata del 21,2% rispetto allo stesso mese del 2025. La previsione è contenuta nei dati anticipati dall’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centro settentrionale, mentre i valori ufficiali saranno disponibili soltanto a ottobre.

Nei primi otto mesi dell’anno, il servizio statistica dell’Adsp stima invece una riduzione del 2,5% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il risultato si discosta sensibilmente dalle previsioni iniziali, che indicavano una crescita superiore al 6%. Il presidente dell’ente, Benevolo, ha collegato l’andamento alla vulnerabilità dello scalo rispetto agli attuali scenari macroeconomici internazionali.

Il peso del rigassificatore

Ravenna in Comune contesta però la lettura complessiva delle performance portuali. Secondo il gruppo, una parte rilevante degli incrementi registrati nei mesi precedenti sarebbe riconducibile agli scarichi di gas naturale liquefatto destinati al rigassificatore situato davanti a Punta Marina, voce che l’associazione ritiene inserita in modo improprio tra i transiti portuali.

Per il periodo compreso tra gennaio e luglio 2026, gli arrivi al rigassificatore Bw Singapore avrebbero raggiunto 817 mila tonnellate. La quantità, sottolinea Ravenna in Comune, è vicina alle 943 mila tonnellate di merci in più registrate nello stesso arco temporale rispetto al 2025. Poiché l’impianto era diventato commercialmente operativo il 12 giugno dell’anno precedente, il gruppo prevede che il suo effetto sui dati complessivi dello scalo possa ridursi progressivamente entro la fine dell’anno.

I dati sui traffici con Israele

La richiesta riguarda anche la pubblicazione dei dati relativi ai rapporti commerciali con Israele. Ravenna in Comune sostiene che la voce dedicata al Paese sia scomparsa dai report statistici dell’Autorità portuale. Circa un anno fa, ricorda il gruppo, il direttore operativo dell’ente aveva parlato per il 2024 di una media annua di circa 25 mila container e di circa 100 mila tonnellate di merci alla rinfusa, soprattutto concimi, quantitativi confermati anche nella prima parte del 2025.

Il tema viene sollevato nel quadro del dibattito internazionale sui rapporti economici con Israele e sui territori occupati. Ravenna in Comune richiama la posizione di dodici Paesi, che avrebbero dichiarato lo stop ai rapporti commerciali, e le parole della rappresentante dell’Unione europea Kaja Kallas, favorevole alla cessazione degli scambi con i territori considerati illegalmente occupati.

Il gruppo ribadisce quindi la propria richiesta di interrompere ogni rapporto con Israele e sollecita l’Autorità di sistema portuale a rendere pubblici almeno i dati ordinari sugli scambi con il Paese, distinguendo anche la quota riferita ai territori occupati. Si tratta, precisa Ravenna in Comune, di una domanda di trasparenza sui flussi commerciali gestiti dallo scalo ravennate.