La firma della convenzione che apre la strada all’arrivo dell’acqua corrente nelle case sparse di Gambellara ha alimentato un confronto politico nel Consiglio comunale di Ravenna. Al centro della discussione c’è la ricostruzione del percorso che ha portato all’accordo e, soprattutto, l’attribuzione dei meriti per la soluzione individuata.
La consigliera Veronica Verlicchi, esponente de La Pigna, aveva espresso soddisfazione per la firma, ricordando però quelle che ha definito diverse bocciature subite in Consiglio comunale dalle proposte avanzate negli anni. Alle sue parole hanno replicato i consiglieri Nicola Staloni di Alleanza Verdi e Sinistra e Igor Bombardi del Partito Democratico, insieme a Palmiro Fontana e Cesare Salti, rispettivamente ex e attuale presidente del Consiglio territoriale di San Pietro in Vincoli.
La ricostruzione del percorso istituzionale
In una nota diffusa mercoledì, i quattro firmatari contestano a La Pigna il tentativo di attribuirsi quasi integralmente l’esito della vicenda. Secondo la loro ricostruzione, il tema era seguito dal Consiglio territoriale di San Pietro in Vincoli già durante la presidenza di Fontana. Nell’autunno 2023 era inoltre arrivato il preventivo per estendere la rete idrica a Gambellara: un intervento stimato in circa 600 mila euro, con costi che avrebbero potuto raggiungere decine di migliaia di euro per ogni famiglia.
Il Consiglio territoriale, allora presieduto da Nicola Staloni, avrebbe individuato l’origine del problema nel regolamento Atersir, avviando la richiesta di modifica. La proposta sarebbe poi approdata in Consiglio comunale attraverso i consiglieri dem Igor Bombardi e Lorenzo Margotti. All’inizio del 2025 è arrivata la modifica del regolamento, mentre l’ultimo passaggio indicato nella ricostruzione del centrosinistra risale allo scorso luglio, quando la Giunta ha stanziato risorse comunali e introdotto un tetto di 10 mila euro.
Il nodo dell’attribuzione dei meriti
Staloni, Bombardi, Fontana e Salti respingono quindi l’idea che la modifica regolamentare sia stata ottenuta esclusivamente da La Pigna. Riconoscono che negli anni la lista abbia presentato diverse proposte, ma sottolineano che quelle con soluzioni differenti non sarebbero state accolte nella forma originaria. La misura applicata oggi a Gambellara, sostengono, sarebbe invece il risultato di un percorso istituzionale sviluppato attraverso più passaggi.
La nota richiama infine il ruolo delle famiglie residenti nelle abitazioni isolate, che per anni hanno chiesto di poter usufruire del servizio idrico pubblico senza sostenere costi proibitivi. Gli esponenti del centrosinistra affermano di non voler rivendicare individualmente il risultato, ma respingono la ricostruzione che cancellerebbe il lavoro svolto dal territorio, dal Consiglio comunale e dalle istituzioni coinvolte.