Una ferita all’addome che ha lambito il fegato e che, in un primo momento, aveva fatto temere per la vita di un 54enne. È il bilancio dell’aggressione avvenuta nell’abitazione di Conselice dove l’uomo viveva con la compagna, una donna italiana di 38 anni. La vicenda, inizialmente descritta come un gesto autolesionistico, è stata poi ricostruita dagli inquirenti come un accoltellamento.
La donna, che aveva chiamato i soccorsi, è stata portata in carcere con l’accusa di tentato omicidio. Il provvedimento è stato disposto su richiesta del sostituto procuratore Silvia Ziniti, al termine dei primi accertamenti condotti dai carabinieri.
La richiesta di aiuto e i soccorsi
I fatti risalgono alla notte tra venerdì e sabato della scorsa settimana. Intorno alle 23.30, i militari della stazione locale sono intervenuti nell’abitazione della coppia. Nello stesso momento si sono attivati gli operatori del 118, arrivati con un’ambulanza e con l’elisoccorso.
Quando i soccorritori sono entrati nell’appartamento, entrambi i componenti della coppia avrebbero riferito che l’uomo si era ferito da solo. Il 54enne è stato caricato a bordo dell’elicottero di Romagna Soccorso e trasferito d’urgenza all’ospedale Bufalini di Cesena. Le sue condizioni erano apparse inizialmente molto gravi, ma dopo la stabilizzazione la prognosi si è orientata in senso favorevole, pur rimanendo riservata.
La ricostruzione dell’accaduto
All’arrivo in ospedale, mentre si preparava l’intervento chirurgico, l’uomo avrebbe raccontato ai sanitari una versione diversa: a ferirlo, secondo quanto riferito, sarebbe stata la compagna. Gli investigatori hanno ritenuto questa ricostruzione più coerente con gli elementi raccolti nell’abitazione.
Durante l’intervento dei carabinieri, entrambi sarebbero apparsi in stato confusionale. Gli inquirenti hanno inoltre acquisito il coltello utilizzato nell’aggressione. Raccolta la documentazione medica e valutati gli elementi disponibili, la procura ha proceduto nei confronti della 38enne per tentato omicidio, disponendone la custodia cautelare in carcere, eseguita nei giorni successivi.