Il Consiglio di Stato ha respinto l’appello presentato dall’Agenzia delle Dogane sul traffico di armamenti attraverso il porto di Ravenna. La decisione conferma quanto stabilito in precedenza dal Tribunale amministrativo regionale e mantiene l’obbligo per l’ente di fornire i dati quantitativi relativi alle spedizioni.
La decisione dei giudici
La pronuncia è arrivata dalla Sesta sezione del Consiglio di Stato, chiamata a esaminare il ricorso contro la sentenza del Tar emessa all’inizio dello scorso luglio. Il procedimento nasce dall’iniziativa dell’avvocato ravennate Andrea Maestri e della giornalista e attivista Linda Maggiori, sostenuti dal sindacato Usb dei lavoratori portuali.
Nel giudizio l’Usb è stato rappresentato dall’avvocato Arturo Salerni, del foro di Roma. Al centro del contenzioso c’era la richiesta di conoscere la quantità di armamenti o di approvvigionamenti bellici transitati attraverso il porto ravennate, in particolare dallo scalo San Vitale.
Restano riservati i Paesi coinvolti
La giustizia amministrativa ha ritenuto legittimo che l’amministrazione mantenga invece il segreto sui Paesi di provenienza e destinazione delle spedizioni. Secondo quanto riportato nella sentenza, la diffusione di queste informazioni potrebbe incidere sulla sicurezza nazionale e sulle relazioni internazionali.
Il Consiglio di Stato ha quindi confermato un equilibrio tra trasparenza e riservatezza: da una parte, l’obbligo di comunicare i quantitativi degli armamenti transitati; dall’altra, la protezione dei dati relativi agli Stati collegati alle spedizioni. La decisione rappresenta l’esito del braccio di ferro giudiziario avviato con il ricorso presentato a Ravenna.