Risparmi ritrovati

Tre libretti ritrovati a Ravenna: possibile rimborso da 98mila euro

Giovanni Zannoni li ha scoperti in un vano nascosto di un mobile di famiglia. Ora è in corso la richiesta agli istituti coinvolti.

Tre libretti ritrovati a Ravenna: possibile rimborso da 98mila euro

Una vecchia scrivania da restaurare, un doppio fondo e tre libretti di deposito risalenti a diversi decenni fa. È da questa scoperta casuale che prende avvio la vicenda di Giovanni Zannoni, ravennate ed ex docente dell’Università di Ferrara, che lo scorso aprile ha trovato alcuni documenti bancari appartenuti alla sua famiglia.

I libretti riportano somme complessive pari a 2.005 lire. Su uno risulta un ultimo deposito nel 1941, mentre gli altri due risalgono rispettivamente al 1962 e al 1966. Il ritrovamento è stato sottoposto all’attenzione dell’Associazione Italia, che assiste Zannoni nella ricostruzione delle somme eventualmente ancora esigibili.

Il calcolo tra interessi e rivalutazione

Secondo Francesco Marino, legale rappresentante dell’associazione, la quantificazione deve tenere conto del tempo trascorso e delle condizioni economiche applicabili all’epoca. Negli anni Sessanta, spiega, i tassi di interesse potevano raggiungere anche il 14-15 per cento. Nel conteggio vengono inoltre considerati la rivalutazione monetaria, la capitalizzazione degli interessi e l’eventuale anatocismo bancario, cioè il calcolo di nuovi interessi su quelli già maturati.

È soprattutto la rivalutazione del valore originario a incidere sulla stima. L’associazione sostiene che, rapportando le somme alla capacità di acquisto dell’epoca, il credito potrebbe arrivare a circa 98.300 euro. Si tratta però di una valutazione indicativa, che dovrà essere verificata attraverso un esame della documentazione, delle condizioni contrattuali e della normativa applicabile ai singoli rapporti bancari.

Gli istituti coinvolti

Uno dei libretti, del valore originario di 5 lire, era stato aperto presso la Banca Nazionale dell’Agricoltura, istituto chiuso nel 2000. Gli altri due risultano collegati alla Banca del Monte di Ravenna e alla Cassa di Risparmio di Ravenna. Sono questi ultimi rapporti a essere ora al centro delle iniziative avviate dal ravennate insieme all’associazione.

La posizione relativa alla Banca del Monte di Ravenna è resa più complessa dalle successive fusioni che hanno portato l’istituto a confluire in altri gruppi bancari. Secondo il legale dell’associazione, per gli istituti esistenti o assorbiti potrebbe essere chiamata a rispondere in solido anche Banca Italia, indicata come soggetto garante. La questione dovrà comunque essere valutata sulla base della storia societaria delle banche e delle regole applicabili.

Per quanto riguarda la Cassa di Risparmio di Ravenna, l’associazione si prepara invece a inviare una diffida all’istituto e a Banca Italia. L’obiettivo è chiedere il riconoscimento delle somme ritenute dovute sulla base dei titoli ritrovati. Al momento, dunque, non si tratta di un rimborso già ottenuto, ma di una richiesta che dovrà essere esaminata dagli enti coinvolti e, se necessario, nelle sedi competenti.