Si è conclusa con un bilancio positivo la seconda edizione di Velando 2, progetto nazionale promosso dal Ministero per le Disabilità e realizzato da Marinando Ravenna insieme ad Anffas Emilia-Romagna, con il coinvolgimento di realtà attive nel mondo della vela e della nautica. L’iniziativa ha offerto a persone con disabilità la possibilità di vivere un’esperienza in mare non limitata a poche ore di navigazione, ma articolata tra pernottamenti, pasti e attività condivise direttamente a bordo.
Un percorso tra vela e autonomia
La formula immersiva ha rappresentato una delle principali novità rispetto alla prima edizione. I partecipanti hanno trascorso giornate in mare aperto, affrontando attività e responsabilità diverse insieme a equipaggio, volontari ed educatori. Il percorso è stato pensato per favorire autonomia, relazione e fiducia, valorizzando le capacità individuali e proponendo la disabilità non come un limite, ma come una condizione all’interno della quale ciascuno potesse esprimersi.
Il programma è stato modificato in alcuni momenti per adattarsi alle condizioni meteorologiche e alle necessità dei partecipanti. Il maltempo non ha però impedito di vivere l’esperienza: le uscite hanno raggiunto anche otto ore di navigazione, con momenti particolarmente significativi come l’osservazione del tramonto in mezzo all’acqua. Le tre imbarcazioni hanno toccato diverse destinazioni, tra cui Baiona, Cesenatico e l’Isola degli Spinaroni, alternando la navigazione alla scoperta dei luoghi raggiunti.
La squadra al centro dell’esperienza
La sede dell’associazione ha avuto un ruolo di supporto per i briefing e per le attività di socialità, tra musica, karaoke, balli e momenti di svago. Non sono mancati gli appuntamenti dedicati all’apprendimento: dalla scuola di vela alla guida del gommone, fino alle attività di comunicazione in mare e alla gestione dei compiti necessari durante la navigazione.
Per Sante Ghirardi, presidente di Marinando, il risultato più importante è stato quello della squadra, costruita giorno dopo giorno attraverso il lavoro condiviso tra equipaggio, volontari, educatori e partecipanti. Le testimonianze raccolte durante l’iniziativa hanno restituito il valore personale dell’esperienza. Sara ha raccontato di essersi sentita parte di una famiglia, mentre Loris ha descritto il rapporto con il mare come una sfida alle proprie paure, affrontata e superata grazie alla permanenza a bordo. Elia ha sottolineato invece il senso di appartenenza nato tra persone che non si conoscevano in precedenza.
Anche i volontari hanno evidenziato l’impatto delle giornate trascorse insieme. Una delle madri impegnate nell’organizzazione ha parlato della felicità raggiunta dai partecipanti, sottolineando come il percorso abbia prodotto effetti oltre la sola attività nautica. L’esperienza, secondo quanto riportato dagli organizzatori, ha permesso di sperimentare responsabilità, collaborazione e capacità di affrontare le difficoltà in gruppo.
Velando 2 ha così riproposto il mare come ambiente nel quale sviluppare competenze e relazioni. A bordo, oltre alle tecniche di navigazione, i partecipanti hanno avuto l’opportunità di conoscersi, fidarsi degli altri e misurarsi con situazioni nuove, attraverso un’esperienza costruita sulla condivisione della quotidianità.